ESCLUSIVO- GIANLUCA VIALLI Dalle vittorie sul campo e la panchina della Juve alla cena ad Arcore con Berlusconi


L’ex giocatore ha raccontato la sua carriera alla London School of Economics

LONDRA- L’intervento di Gianluca Vialli ha regalato alla platea della London School of Economics (in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia) due ore di puro football. L’ex attaccante, accompagnato da Fabio Caressa, ha raccontato la sua carriera dalle origini deliziando gli ascoltatori con particolari inediti. Si va dal tentativo di Berlusconi di strapparlo alla Sampdoria, alla possibilità di allenare la Juventus prima del periodo Ranieri, dalle differenze tra calciatori italiani e inglesi sotto la doccia, ai progetti che lo vedono impegnato come attore, e sviluppatore di un videogame rivoluzionario.

Vialli è stato un dei più grandi attaccanti italiani, un allenatore discreto, ed è un ottimo commentatore per Sky. Insomma è una di quelle persone che avrebbe avuto successo in qualsiasi campo. Non sorprende, perciò, quando racconta che sta partecipando alla realizzazione di un videogioco di nuova generazione, una ‘via di mezzo tra i Sims e Football Manager in cui l’utente è sia un’allenatore che un individuo fuori dal campo’. Come non sorprende quando annuncia che presto lo vedremo sul grande schermo nei panni d’un ‘banchiere italiano senza scrupoli’ in una serie televisiva.

L’ex gemello del gol non è stato solo un calciatore, ma è il calcio che lo ha reso famoso. Tanto da essere lui a presentare Caressa, e così dopo una breve introduzione al commentatore più conosciuto d’Italia si comincia.  S’inizia da quando l’ex numero 9 era un bambino come tanti, che sognava di diventare un calciatore:  “Il primo ricordo che ho del calcio è di quando a tre anni giocavo con un pallone. Sapevo già che cosa volevo fare da grande: giocare a calcio tutti i giorni. Sono stato fortunato perchè Dio  mi ha donato il talento per diventare un giocatore professionista, ma il talento da solo non basta. Ci vuole anche impegno e sacrificio. Diventare un giocatore professionista non è così semplice come può sembrare”.

“La mia prima squadra professionistica è stata la Cremonese, e con i primi soldi è arrivata anche l’indipendenza. Vivevo da solo, ero ricco, e avevo molte ragazze intorno, ma è lì  che arriva il difficile. Quando firmi un contratto giocare a calcio diventa un lavoro, e quando sei pagato come sono pagati i calciatori le persone che ti pagano si aspettano molto da te, ed hanno il diritto di dirti cosa fare anche fuori dal campo. Comunque le emozioni che ti regala il calcio sono uniche. Segnare in una partita importante con 80.000 spettatori sugli spalti è come infilare le dita nella presa della corrente ma senza sentire il dolore. Mi vengono i brividi solo a parlarne”.

“Dalla Cremonese passai alla Sampdoria che non era la squadra più forte d’Italia, ma Genova è una città fantastica per vivere e a Marassi trovai un ambiente familiare che mi accolse alla grande. A Genova ho imparato una cosa fondamentale nel calcio: non c’è nessun giocatore più grande e importante della squadra. Solo dopo aver vinto lo scudetto con la Samp ho sentito il desiderio di giocare in un altro club”.

Caressa lo interrompe e gli chiede, con tono sarcastico: “ Prima di passare alla Juventus il presidente Berlusconi cercò di portarti al Milan. Raccontaci come ha provato a convincerti”.

Vialli risponde con ironia e con un velato riferimento agli scandali che hanno coinvolto il presidente  nell’ultimo periodo: “Ci provò due volte. La prima rifiutai immediatamente perchè ero ancora troppo legato alla Samp, poi mi chiamò una seconda volta, qualche anno dopo, invitandomi a cena. Andai ad Arcore e visitai tutta la casa, anche la sala con la piscina che era vuota al tempo, giuro che c’eravamo solo io e lui. Poi cominciò a cantare e suonare il piano per due ore. Io rimasi impressionato dalle sue doti canore, ma ringraziandolo declinai l’offerta. Forse non usò i giusti argomenti per convincermi. Mi aspettavo di trovare una festa ad Arcore, ma al tempo evidentemente feste ancora non se ne facevano”. Il pubblico gradisce ed applaude divertito.

Si riparte con Caressa che gli chiede di spiegare cosa significa giocare per la Juventus in Italia, e quanta pressione c’è nel nostro paese intorno al campionato di calcio.

Vialli annuendo risponde: “Anche alla Sampdoria volevamo vincere sempre, ma quando sono passato alla Juventus è stato diverso. Quando giochi per la Juve hai il dovere di vincere, c’è una pressione incredibile su ogni partita. In Italia c’è tanta gente che vive per il calcio. Segnare o sbagliare un gol può cambiare la settimana a tante persone, e a quelle che vivono con loro (figli, genitori, mogli), ed anche la tua. In Italia quando vinci una partita non provi gioia ma ti senti liberato”.

“Qui in Inghilterra è diverso, ti rispettano anche quando perdi. Da noi se perdi, la settimana dopo ti serve la scorta per uscire di casa. Anche l’approccio dei giocatori al calcio è differente. Quando passai al Chelsea dalla Juve mi colpì un particolare sotto la doccia. In Italia i giocatori sono atleti e sai che per dare il massimo devi essere in forma, tonico. Molti calciatori inglesi invece non dico che fossero molli e con la pancia ma quasi”.

C’è tempo anche per Caressa per spiegare come lui è diventato il migliore commentatore italiano di calcio: “Sono nato a 200 metri dallo stadio Olimpico a Roma e posso dire che il calcio è stato nel mio destino da sempre. Da bambino capii subito che non potevo diventare un giocatore professionista, così a 5 anni già facevo le telecronache alle partite di subuteo. Il mio sogno inizialmente era di fare il reporter di guerra ed in parte l’ho  realizzato quest’anno quando sono stato tre mesi in Afganistan, ma poi mi indirizzai sul calcio. Essere un buon commentatore richiede molto lavoro. In Italia si pensa che basti guardare le partite di calcio per poter parlare di calcio ma non è così. Se hai talento e non sei preparato non arrivi lontano. Da commentatore non ho amici tra i calciatori Gianluca è un eccezione. Penso che mantenere le distanze sia fondamentale per essere libero nei giudizi. E poi è difficile che io diventi amico di uno come Balotelli ad esempio”.

Si torna alla Juventus con Vialli che racconta di come tutto sia cambiato, dopo due stagioni poco brillanti, con l’arrivo a Torino di Marcello Lippi: “Lippi portò una ventata nuova alla Juve. Si preoccupò di costruire prima un gruppo e poi la squadra. Vincemmo tutto ed alzammo la Champions League in finale contro l’Ajax a Roma. Avevo già giocato una finale di Coppa dei Campioni, con la Sampdoria ma perdemmo contro il Barcellona. E’ curioso come in entrambe le circostanze prima della finale avevo già firmato con un’altra squadra. La Juve prima ed il Chelsea dopo. Sapere che quella è l’ultima chance che hai di vincere con quei colori ti mette pressione, ma allo stesso tempo ti dà motivazioni incredibili”.

Vinta la Champions con la Juventus Vialli, come era accaduto con lo scudetto alla Samp, decide di provare nuove sfide ed accetta la proposta di Gullit di trasferirsi a Londra al Chelsea: “Vivere a Chelsea e giocare per il Chelsea penso sia la cosa migliore che può capitare ad un giocatore, giocare con l’Arsenal o il Tottenham non è la stessa cosa. Chelsea è un quartiere fantastico in cui vivere con la tua famiglia, per quella tranquillità che manca in Italia. Coi Blues all’inizio giocai poco, perchè c’erano Zola e Huges che stavano facendo benissimo. Poi un giorno mi arrivò una telefonata e mi chiesero:”Abbiamo esonerato Gullit vuoi fare l’allenatore?”. In linea di massima volevo ma non l’avevo mai fatto prima. Chiamai Lippi e gli chiesi se secondo lui potevo essere un buon allenatore e lui mi rispose: “Chiunque può fare l’allenatore”. Così accettai”.

Caressa lo interrompe e suggerisce: “C’è stato un momento quando sei stato vicino ad allenare un’altra grande squadra, la Juventus…”. Vialli: “E’ vero mi avevano cercato prima dell’arrivo a Torino di Ranieri. Ho avuto dei contatti ma poi alla fine scelsero di puntare sull’esperienza di Claudio e non se ne fece più niente”.

Si passa a parlare del calcio d’oggi con Caressa che gli chiede un parere su Capello come allenatore dell’Inghilterra: “ In Inghilterra non c’è una vera scuola di allenatori come in Italia, e la figura del manager è diversa. La FA ha scelto Capello per i suoi successi e per la sua immagine d’allenatore sul campo. Quando arrivi qui non è subito facile capire il calcio inglese ma penso che Capello abbia tutto per fare bene. La nazionale inglese non vince da tempo ma credo che ciò dipenda da molti fattori. In Italia ad esempio la pausa invernale (che in Inghilterra non esiste) permette ai giocatori di rifiatare. Qui no, si gioca ogni tre giorni ed a fine stagione quando ci sono le competizioni con le nazionali i giocatori sono cotti. In Premier si gioca un calcio fisico e dispendioso e questo alla fine dell’anno si paga. La stessa mancanza di vittorie influisce e ha fatto perdere l’entusiasmo di giocare in nazionale. Prendi Lampard o Gerrard, due giocatori straordinari con i Club, che con la nazionale fanno fatica perchè c’è poco entusiasmo e molta pressione”.

Chiusura con un pronostico su Premier e Serie A. Per Caressa in Italia la spunterà il Milan non perchè sia la squadra più forte ma ‘perchè inseguire è faticoso’, Vialli invece vede il Manchester United già campione. Se lo dicono loro…


Advertisements

Tags: , , , , , , ,

One Comment on “ESCLUSIVO- GIANLUCA VIALLI Dalle vittorie sul campo e la panchina della Juve alla cena ad Arcore con Berlusconi”

  1. 37-pit.pl 24 September 2013 at 12:34 am #

    I just like the helpful information you provide in your articles.

    I’ll bookmark your weblog and check again here regularly.

    I am relatively certain I’ll be informed lots of new stuff proper here!
    Good luck for the next!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s