Travaglio e Padellaro: “La neutralizzazione delle notizie in Italia”


Il direttore ed il vice direttore de il Fatto Quotidiano tornano, a distanza di un anno, alla London School of Economics

LONDRA- Marco Travaglio ed Antonio Padellaro hanno chiuso, venerdì 11 febbraio, le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia all’Italian Institute di Londra, fotografando lo stato dell’informazione nel nostro paese.

I due giornalisti in una conferenza di due ore spaziano dal recente monologo di Giuliano Ferrara al Tg1, al rischio di veder tornare in parlamento il decreto sulle intercettazioni, dalla follia del contraddittorio applicato alle notizie, allo scontro, senza precedenti nella storia italiana, tra magistratura e politica.

Si parte dall’intervento di 6 minuti del direttore de il Foglio al Tg1. Secondo Travaglio il problema non è il monologo del giornalista, definito ironicamente l’arma letale, ma il fatto che al telegiornale di Rai 1 non ci sia pluralismo informativo, e che le notizie non sono date.

“Figuriamoci se ce l’ho con Ferrara. Il suo bacio è il bacio della morte. Oscure forse lo stanno sganciando su Berlusconi per schiacciarlo definitivamente, quindi ben venga. Il problema è che al Tg1 si sente una sola voce, quella del padrone del Tg1 di cui il direttore Minzolini è il megafono. Ezio Mauro diceva pochi giorni fa: “Ho conosciuto Minzolini alla Stampa che cercava le notizie ora vedo che le nasconde”. E’ un evoluzione preoccupante”.

Continua il giornalista: “I telegiornali non danno le notizie, ed i programmi d’approfondimento devono sottostare all’assurdità del contraddittorio applicato all’informazione. Se ad una notizia se ne affianca sempre un altra che ovviamente è falsa se la prima era vera, il pubblico non capisce e sceglie quella che preferisce. In questo modo le notizie vengono completamente neutralizzate e non possono svolgere quel ruolo d’informazione che svolgono nei paesi liberi”.

Gli fa eco il direttore Padellaro: “A Ferrara teniamo molto. Ogni volta che si occupa di qualcosa la distrugge. Ricordo ancora quando si avvicinò a Craxi e commentò tangentopoli con queste parole: “Di Pietro evaporerà in pochi giorni”. Pochi giorni dopo Craxi uscì dall’Hotel Rafael ricoperto dal famoso lancio di monetine dei passanti. Il suo intervento è di buon auspicio”.

Battute su Ferrara a parte il quadro dell’informazione televisiva che emerge non è rassicurante. Se il Tg1 manda in onda di tutto, dalle scuole per maggiordomi agli acquisti di cappotti per cani, pur di non parlare delle inchieste in cui è coinvolto il presidente del consiglio, la situazione della carta stampata non è più incoraggiante.

Perchè come ricorda Pedellaro: “In Italia ci sono giornali che fanno informazione ed altri che si occupano di costruire le notizie o di nasconderle”. Il Giornale di Sallusti continua con gli attacchi ad orologeria agli oppositori del Presidente del Consiglio, da Fini alla Mercegaglia, dalla Boccassini a Vendola, ed adesso ci si mette anche il Corriere della Sera ad esprimersi con un linguaggio volutamente incomprensibile.

Quando pochi giorni fa Giorgio Napolitano si è rifiutato di firmare il decreto legge sul federalismo il primo quotidiano italiano titolava: “Napolitano corregge il governo”. In realtà il Presidente della Repubblica aveva rispedito al mittente il provvedimento dichiarandolo non ricevibile. Il perchè del respingimento è semplice. Il governo aveva cercato di far passare il voto in pareggio in commissione come un non parere, mentre a norma di regolamento sarebbe servito un giudizio favorevole in commissione per approvare la riforma.

Il titolo del Cds secondo Travaglio si spiega così: “Oramai siamo ad un punto in cui si cerca di trovare un linguaggio alternativo per nascondere le notizie più che per farle conoscere. Altrimenti poi il Giornale dice che anche il Corriere è di sinistra”.

Padellaro: “La situazione è molto delicata. Nei prossimi mesi assisteremo ad una manganellatura degli avversari durissima. Riferiscono che Berlusconi abbia detto: “Loro si occupano della mia vita privata, ed io mi occuperò della loro”. Signorini è già stato sguinzagliato. Vogliono riportare la legge sulle intercettazioni in Parlamento. Se la legge passasse con la situazione attuale sarà difficile fare informazione. Noi de il Fatto Quotidiano comunque abbiamo già deciso che continueremo a pubblicare tutto”.

Altro tema caldo è quello dello scontro tra politica e magistratura. Travaglio: “Si parla molto in questi giorni di scontro tra politica e magistratura ma in realtà non c’è nessuno scontro. Lo ‘scontro’ nasce dal fatto che c’è un politico che ha commesso dei reati. Anche la storia della privacy non regge. Nessuno vuole impedire a Berlusconi di avere rapporti sessuali, il problema è che Berlusconi riesce a commettere reati anche quando tromba”.

“E’ stato lui a portare la procura della Repubblica a casa sua quando telefonò dicendo che Ruby era la nipote di Mubarak. Tra l’altro immaginate lo stupore dei poliziotti apprendendo che la nipote del presidente egiziano è marocchina”.

Travaglio: “Berlusconi ha messo in giro questa balla dell’accanimento giudiziario per difendersi. Addirittura si vanta di avere più processi di quelli che ha avuto veramente. Ma perchè aumentarseli? Perchè ormai costruito il teorema del complotto giudiziario si è raggiunto il paradosso che più processi ha e più innocente. Per la gente normale vale il principio che più processi hai e più sei delinquente, per lui vale il contrario”.

Secondo Padellaro ‘Berlusconi alla fine non sarà battuto dalla politica ma dal ridicolo. Già nell’ultima recente uscita a Bruxelles è stato isolato. La figura del burlone di quello che fa le corna e racconta barzellette non funziona più’.

In chiusura una battuta sul conflitto d’interessi, Travaglio: “ Tutti i problemi dell’informazione derivano dal conflitto d’interessi. E’ la grande colpa dell’opposizione. D’Alema in un intervista recente ha dichiarato che se avessero fatto la legge Berlusconi avrebbe intestato tutto ai figli. Bastava mettere nella legge che anche i parenti non possono avere niente intestato, non è che ci volesse un genio. Se proprio non gli veniva potevano copiarla dalla Francia, dagli Stati Uniti, da qualche paese più ispirato”.

“Il rischio di ritrovarci con un Piersilvio lo escluderei. Ora va bene tutto ma non è che basta avere i soldi e le televisioni per fare quello che ha fatto Berlusconi. Semmai c’è il rischio di ritrovarci con un Pierferdinando”.


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