OLIMPIADI- Inquinamento, ecosostenibilità, e trasporti: i nodi di LONDRA 2012


La notizia che il Governo inglese ed il comitato organizzativo delle Olimpiadi di Londra 2012 rischiano milionarie sanzioni internazionali, a causa dei livelli d’inquinamento dell’aria, sta creando preoccupazione ed imbarazzo in Gran Bretagna.

Il tema della sostenibilità ambientale è stato fin dall’inizio al centro del progetto Olimpico inglese, risultando decisivo nella vittoria alla corsa ai Giochi su avversari come New York e Parigi.

Nonostante gli sforzi per ridurre al massimo le emissioni provenienti dalla costruzione degli impianti che ospiteranno il massimo evento sportivo mondiale, Londra rimane una delle città con il tasso d’inquinamento più alto d’Europa. Uno studio dell’Economist dello scorso Febbraio riporta come la capitale inglese abbia un livello superiore alla soglia massima sin dal 2005, e che per questo rischi sanzioni per 300 milioni di euro da parte dell’Unione Europea.

La situazione non è migliorata negli ultimi mesi ed ora rischia di coinvolgere anche i Giochi Olimpici, che sul tema dell’ambiente oltre ad una maxi multa rischiano la faccia. La percentuale di carbonio nell’aria è del 30% superiore rispetto al livello massimo. Un accordo siglato con il Comitato Olimpico Internazionale prevede che il CIO possa trattenere il 25% dei 700 milioni di sterline provenienti dalla cessione dei diritti televisivi, il che si tradurrebbe per la Gran Bretagna in una multa di 175 milioni di sterline.

Con i test sugli impianti in programma ad Agosto Il LOCOG (Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paraolimpici) ha ora tre mesi di tempo per intervenire. Per rientrare nei parametri servirebbe una limitazione della circolazione del 30% dei veicoli per almeno un mese. Le soluzioni al vaglio al momento sono il ricorso a targhe alterne e il divieto di circolare per i mezzi diesel più inquinanti, mentre non è stato preso in considerazione un piano a lungo termine dell’agenzia London Transport (l’agenzia che cura i trasporti), che si era offerta d’intervenie.

Motivo di preoccupazione non è solo l’inquinamento della città, ma anche il mancato raggiungimento d’importanti obiettivi nella costruzione del Villaggio Olimpico. Ad Aprile è stato presentato con toni trionfalistici il primo resoconto d’ecosostenibilità sull’Olympic Park. Sebastian Coe – Direttore Responsabile del LOCOG- ha ribadito la propria “fierezza per i risultati raggiunti che faranno di Londra 2012 la prima Olimpiade ecosostenibile della storia”.

Secondo quanto riporta il Guardian i numeri in realtà, confrontati con il progetto iniziale, parlano d’un drastico ridimensionamento sui temi di riciclaggio ed energie rinnovabili. Il 90% dei materiali demoliti doveva essere riutilizzato per la costruzione delle nuove infrastrutture, ma le stime attuali si fermano all’1%. Il Villaggio Olimpico è stato reso energeticamente autosufficiente come promesso, ma ridotto da 8.000 a 4.700 posti. Il 20% dell’energia sarebbe dovuta provenire da fonti rinnovabili che incideranno invece solo per il 9%.

Il timore che il mancato raggiungimento di alcuni dei target sull’ambiente, ed il problema dell’inquinamento dell’aria rischino di compromettere l’immagine dei Giochi, e della città, ha infiammato il clima politico. Darren Johnson esponente del Green Party, nell’ultima assemblea comunale ha attaccato duramente il sindaco Boris Johnson ed il  LOCOG, accusandoli di “aver fallito su molti degli obiettivi promessi e di essere molto distanti dal fare di Londra 2012 un esempio di ecosostenibilità”. Richard Jackson, responsabile del progetto, continua ad assicurare che “ad eccezione dell’obiettivo di fornire il 20% dell’energia da fonti  rinnovabili tutti gli altri target saranno portati a termine”, anche se i dati di cui si è in possesso al momento sembrano contraddirlo.

Altro aspetto che preoccupa gli organizzatori è l’impatto che le Olimpiadi avranno sul sistema dei trasporti. Londra è notoriamente conosciuta per l’efficienza della sua rete di metropolitana, che però viaggia già al massimo della capacità. Si teme che il milione di pendolari, tra atleti e personale impiegato ai Giochi, che si sommeranno ai residenti potrebbero mandare in tilt l’underground londinese. L’assemblea comunale ha da tempo varato un piano, l’ORN Olympic Route Network, per potenziare le tratte maggiormente a rischio. Oltre ad un ampliamento della Jubilee line, si proverà a convincere i residenti con una campagna pubblicitaria a modificare i propri tragitti abituali per poter alleggerire la zona del Villaggio Olimpico. Se il piano fallisse “pesanti ritardi di oltre un’ora sulla Central e la Jubilee line potrebbero verificarsi durante il periodo delle Olimpiadi”, avverte un portavoce dell’Olympic Delivery Autority.

Il sindaco Boris Johnson si è detto convinto che “durante i Giochi il piano varato dall’assemblea comunale giocherà un ruolo fondamentale per realizzare un evento di cui la città andrà fiera, e che tutto sarà pronto per Luglio del 2012”. Nonostante la sicurezza dimostrata in pubblico, l’Evening Standard riporta che gli avvocati del leader conservatore in realtà starebbero studiando la possibilità di annullare, o inserire multe milionarie nell’accordo con la società che gestisce i lavori in caso di ritardi nel completamento. Tra i cittadini intanto cresce il malumore per i disservizi causati dai lavori d’ampliamento della metro. La scorsa settimana un treno è rimasto bloccato a lungo senza elettricità, ed è stato necessario un intervento dei paramedici per soccorrere alcuni passeggeri. Un sondaggio di london24 riporta che più del 60% dei cittadini teme che durante le Olimpiadi il sistema dei trasporti sarà “un completo disastro”, il 30% crede che “ci saranno dei problemi”, e solo il 6% è convinto che “tutto andrà per il meglio”.

A poco più di un anno dall’inizio della manifestazione continentale Londra sta attraversando un momento difficile, e soprattutto inaspettato per una capitale simbolo di efficienza come quella inglese. I problemi dell’inquinamento e dei trasporti saranno i fattori su cui si giocherà la riuscita della manifestazione. Organizzatori, Governo, e amministrazione Comunale dovranno agire in fretta per evitare di dover applicare durante i Giochi misure drastiche (blocco totale della circolazione e chiusura delle fabbriche) come quelle adottate in Cina a Beijing durante le scorse Olimpiadi. Altrimenti tutta la campagna d’avvicinamento alle Olimpiadi basata sul concetto di One Planet Olympics, Olimpiadi per il Pianeta, rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang.

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